Hai un account Facebook o Google+?

news

 

Orario Farmacia

clicca sul giorno per avere maggiori dettagli

ago 2020

LMMGVSD
27
28
29
30
31
01
 
02
 
03
 
04
 
05
 
06
 
07
 
08
 
09
 
10
 
11
 
12
 
13
 
14
 
15
 
16
 
17
 
18
 
19
 
20
 
21
 
22
 
23
 
24
 
25
 
26
 
27
 
28
 
29
 
30
 
31
 
01
02
03
04
05
06
   
Feriale
08:00 - 20:00
orario continuato sia invernale che estivo 
   
Festivo
 
 

Ti interessa anche.....

 
-15,00%
€ 32,50 € 27,63
-15,00%
€ 62,90 € 53,47
-15,00%
€ 17,90 € 15,22
-15,00%
€ 13,40 € 11,39
 
 
 
 
L’alimentazione rappresenta il terreno “ideale” su cui i trattamenti cosmetici vanno ad agire. Qualsiasi prodotto, anche il più efficace, non porterà ai risultati desiderati se lo stile nutrizionale del soggetto non è corretto: ad esempio non ha senso effettuare un trattamento snellente su un cliente che si alimenta in modo errato sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo. In generale i risultati dei trattamenti dipendono dalle caratteristiche fisiologiche e da una vasta gamma di fattori, tra cui:
– predisposizione genetica (ad esempio la predisposizione alla ritenzione idrica);
– presenza di patologie (come la tiroidite di hashimoto);
– particolari periodi della vita (pubertà, gravidanza, menopausa…);
– stile di vita (stress, vita sedentaria, fumo, consumo di alcol).
L’insieme di queste condizioni influenza l’aspetto della pelle e può portare alla comparsa di particolari inestetismi cutanei. Per questo, il checkup cutaneo e l’anamnesi sono molto importanti ai fini dell’efficacia e della personalizzazione dei trattamenti. Vale la pena ribadire che i migliori risultati in ambito estetico e dermocosmetico si ottengono con un approccio integrato e multidisciplinare realizzato da un’équipe di professionisti che collaborano e mettono in atto sinergie strategiche. Oltre a un’alimentazione corretta, i consumatori moderni possono ricorrere ai cosiddetti “nutricosmetici”: si tratta di integratori dotati di una particolare efficacia a livello cutaneo. Questi ingredienti, dopo essere stati assunti per via orale e assorbiti dall’organismo, manifestano un elevato tropismo per il tessuto cutaneo e vanno ad agire nella pelle, modulando alcuni processi biochimici. Il nutricosmetico più efficace ed economico è sicuramente l’acqua, da consumare in abbondanza per idratare e favorire il drenaggio delle tossine e dei cataboliti, ma esistono integratori molto efficaci, che migliorano la microcircolazione emolinfatica della pelle, catturano i radicali liberi, favoriscono la produzione dermica di fibre collagene ed elastiche, inducono la lipolisi e accelerano il consumo di grassi. Di seguito alcune applicazioni dei nutricosmetici.

Idratazione cutanea
Attraverso l’utilizzo di prodotti cosmetici è possibile aumentare l’idratazione superficiale, ma non si riesce a modificare il contenuto idrico del derma (idratazione profonda), per questo si ricorre all’utilizzo di integratori alimentari che aumentano l’idratazione degli strati profondi della pelle. Tra questi ricordiamo i prodotti ricchi di acidi grassi polinsaturi, soprattutto omega 3 (olio di pesce, borragine, lino, germe di grano), che favoriscono il mantenimento di una buona idratazione del derma.

Prevenzione dell’invecchiamento cutaneo
Tra i principali ingredienti nutricosmetici dedicati alla prevenzione e al trattamento dell’invecchiamento cutaneo ricordiamo le vitamine (in particolare A, C, E), che favoriscono la rigenerazione epidermica, stimolano la produzione del collagene da parte dei fibroblasti, catturano e disattivano i radicali liberi. Anche i minerali giocano un ruolo fondamentale nel metabolismo cutaneo, agendo da catalizzatori o come componenti molecolari di alcuni enzimi. In particolare i minerali contribuiscono a mantenere integre le membrane cellulari, favoriscono la biosintesi del collagene, intervengono nella cheratogenesi (biosintesi della cheratina) e nella melanogenesi (biosintesi della melanina). Tra gli altri ingredienti ad attività anti-age ricordiamo il licopene, una molecola dotata di proprietà antiossidanti e stimolanti del turnover epidermico, i polifenoli (dell’uva e del tè verde), sostanze che contrastano l’azione dei radicali liberi, favoriscono la microcircolazione cutanea e aumentano la produzione di collagene, e i fitoestrogeni, tra cui gli isoflavoni della soia, che favoriscono il rinnovamento dell’epidermide e contrastano la degradazione delle fibre del derma.

Al ritorno dalle vacanze
Riprendere il lavoro e i ritmi frenetici della vita quotidiana dopo giorni di riposo e svago può essere faticoso. Anche in questo caso l’alimentazione può venire in aiuto. Si può iniziare con un paio di settimane di depurazione, con una dieta ricca di frutta, verdura e povera di zuccheri raffinati e proteine animali. Quindi cereali integrali, legumi, pesce e tanta acqua sono indispensabili per ripulire in profondità l’organismo e metterlo nelle migliori condizioni per ripartire alla grande. La vita frenetica, lo stress e le cattive abitudini alimentari sono tra le principali cause dell’invecchiamento, fisico e mentale. Dal punto di vista meramente fisiologico il cervello, più di altri organi, risente delle cattive abitudini a tavola. Basti pensare, solo per fare un esempio, che la depressione è più frequente tra coloro che presentano bassi dosaggi di vitamine del gruppo B e di vitamina D. Un discorso molto importante riguarda i grassi, che nell’immaginario collettivo sono associati a un concetto di negatività assoluta. In realtà, ciò che fa male al cervello (e non solo) sono i grassi saturi di origine animale e vegetale (come l’olio di palma), a differenza di altri grassi indispensabili per la salute dell’organismo, omega-3, mono- e poli-insaturi. Anche la cosiddetta “infiammazione a basso dosaggio” (forma subclinica dell’infiammazione cronica) risente in modo evidente dello stile alimentare. Ad esempio una dieta troppo ricca di acido arachidonico determina un aumento delle citochine pro-infiammatorie circolanti. Inoltre molti ignorano che una causa comune di numerose alterazioni del sistema nervoso è il glutine. Infatti esiste una condizione sub-patologica nota come NCGS (sensibilità non-celiaca al glutine) responsabile di molti disturbi infiammatori del cervello e del sistema nervoso. Quindi è preferibile seguire una dieta leggera, ipoglutinica e consumare olio extravergine di oliva a crudo. Infine bisogna sfatare il mito secondo cui il latte vaccino e un’alimentazione ricca di formaggi e latticini sono importanti per combattere l’osteoporosi. La realtà è esattamente il contrario, in quanto il latte vaccino e i suoi derivati sono prodotti “acidi”, a differenza del pH del sangue che invece è leggermente alcalino (7.4). Il consumo di prodotti acidi non fa altro che spostare l’omeostasi dell’organismo, che reagisce mobilizzando la riserva alcalina dell’apparato scheletrico che funge da sistema tampone. L’effetto finale è un impoverimento del contenuto di calcio delle ossa, che crea le condizioni ideali al manifestarsi dell’osteoporosi e dell’osteopenia.

 
 

http://www.farmacianews.it

 
 
-15,00%
€ 6,90 € 5,87
-15,00%
€ 14,50 € 12,33
 
Back to Top